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Un quattrozampe lungo la via Francigena di Sigerico

E bravo il vescovo. Per il suo cammino da Canterbury a Roma scelse davvero dei bei tragitti. Percorse la Via Francigena, lasciandone testimonianza passo dopo passo in un diario, nel 990 d.c.

E io grazie alla mia padroncina ne ho precorso un tratto partendo da Montestrutto, una frazione di Settimo Vittone in Canavese, un angolo del Piemone. Facile arrivarci: basta prendere la Torino-Ivrea, uscire a Quincinetto e seguire verso Settimo Vittone. Noi abbiamo iniziato la nostra passeggiata dalla falesia di arrampicata La Turna. Lungo la strada trovate le indicazioni.
Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio e ci siamo diretti verso il borgo, girando alla prima via che sale sulla vostra destra. Lungo un’antica mulattiera siamo arrivati ad un bivio: io vi suggerisco di andare verso la Pieve di San Lorenzo, sito tutelato inoltre dal FAI-Fondo Ambiente Italiano.

L’itinerario è bellissimo e vario: passerete accanto ai vigneti del vino rosso Carema particolari per i suoi terrazzamenti e tra verdi prati in fiore. Tra leggeri sali e scendi ammirerete anche il castello di Montestrutto che domina la valle.

Dopo circa un’oretta si giunge al complesso paleocristiano formato dalla pieve di San Lorenzo e dal battistero di San Giovanni Battista a Settimo Vittone, una delle vestige più antiche del Canavese, risalente verosimilmente alla seconda metà del IX secolo.

Una volta visto non resta che rientrare, percorrendo lo stesso sentirio, e magari mangiare qualcosa al punto ristoro. Per noi quattrozampe è davvero una bella gita in massima libertà: non sono mai stato al guinzaglio😁

Provenza e Camargue a quattro zampe!

Lei: “Sei pronto?” Io: “Per cosa”? Lei: “Partiamo… prepara il tuo zainetto con tutto l’occorrente: i tuoi documenti di viaggio, i tuoi snack preferiti, il piatto e la ciotola, un copriletto per gli hotel dove andremo e… la tua amata pallina.” Io: “OK ma non mi stancherò troppo, vero?” Lei: “Forza Pi non fare sempre il pigrone; vedrai posti belli e quando rientrerai avrai tante cose da raccontare ai tuoi amichetti”.

E così siamo partiti, direzione Aix en Provence, Arles e le Saline de Giraude in Camargue!

Un cielo che più blu non si può ci ha accolti. C’era anche il sole. Ma che freddo amichetti, indescrivibile. Per tutta la vacanza ha soffiato il Mistral e meno male che la mia padroncina, premurosa come sempre, mi ha portato il cappottino nero in lana che un po’ mi ha protetto.

Dunque.

Aix-en-Provence, situata nel dipartimento delle Bocche del Rodano nel sud della Francia – chiamata la “Città delle mille fontane” – merita! Vi consiglio una passeggiata nel suo centro e una passeggiata sino al Terrain des Peintres: è un luogo molto suggestivo da cui potrete ammirare la montagna Sante Victorie, tanto amata da Cézanne. Si tratta di un giardino terrazzato dal quale Cézanne e altri pittori piantavano i cavalletti per dipingere lo scenografico profilo frastagliato della montagna e dove troverete diverse riproduzioni di dipinti fatti nel corso degli anni sparsi per musei e collezioni d’arte in tutto il mondo. Per arrivare basta camminare in salita per una quindicina di minuti in avenue Paul Cézanne e lo troverete.

 

Dove dormire? Io ho soggiornato presso l’Hotel Rotonde, un tre stelle moderno, semplice e pulito davanti alla stazione. Il giorno dopo il nostro viaggetto ci ha portati nella cittadina di Nostradamus, Salon de Provence; arrivateci però percorrendo la statale così ammirerete l’imponenete acquedotto di Roquefavour, bellissimo! Molto carino il castello di Salon – dal quale si gode una bella vista – e la creperie dove i miei compagni di viaggio hanno pranzato e apprezzato, “Un coin de Salon”. Per me un momento di caldo relax.

Da Salon abbiamo raggiunto Arles, Patrimonio Unesco grazie alla sua Arena, Teatro Romano, portale e il chiostro della Chiesa di St. Trophime. Ma Arles è anche patria di Vincent Van Gogh che, colpito dalla luce della Provenza e dalla bellezza delle donne, dipinse alcune delle sue opere più famose, come La Stanza di Vincent, Notte Stellata, i famosi Girasoli, i Mangiatori di patate, Autoritratto con orecchi mozzato e altre opere che ritraevano il lavoro nei campi, la natura, ritratti e vedute.

Ad Arles abbiamo dormito in un bellissimo hotel che suggerisco a tutti: lHôtel du Cloître. Situato in una via silenziosa nel cuore del centro storico, è a dir poco bellissimo e particolare, curato nei dettagli, grazie alla fantasia dell’architetto India Mahdavi. Io sono il benvenuto anche negli spazi comuni come la sala colazioni che, peraltro, propone una colazione da leccarsi i baffi!

Dopo Arles, abbiamo proseguito per le Salin de Giraude nel cuore della Camargue.  Sono le saline più grandi d’Europa, che arrivano fino a 140 kmq. Qui immense montagne di sale giacciono silenziose, disturbate solo dal rumore del vento e le vasche della raccolta si accendono di magici colori viola e rossastri al tramonto. E di vento amichetti ce n’era e tanto. Ma io con il mio cappottino sono stato al caldo e non mi sono negato una bella e lunga corsa nella distesa di sabbia! Spettacolo!

Il nostro viaggetto si è concluso a Martigue, conosciuta come la piccola Venezia. Merita una passeggiata nel suo grazioso borgo.

Ci ritornerei? Si!

maggio: 2018
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