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Una gita al Pian della Mussa

Un giorno qualunque svegliatevi e dite al vostro padroncino/a di portarvi in montagna. Ma non in un posto qualsiasi: a Balme nel cuore delle Valli di Lanzo, a circa 60 chilometri da Torino. Non c’è l’autostrada ma una statale che dolcemente sale sino a 1400 metri.
E’ un posto che amo molto sia d’estate che d’inverno. Incontrerete la montagna autentica, quella vera, fuori dai circuiti di massa e dai blasonati sport invernali. Una montagna dove poter fare delle belle passeggiate in piena libertà immersi in una natura incontaminata.

Per saperne di più

A zonzo nel Roero

Zaino pronto, come sempre.
Colazione fatta. La mia padroncina mi ha deliziato con del buon riso soffiato – alimento energico, giusto per affrontare la giornata – e paté di vitello, tacchino e carote made by Pet’s Planet. Tutti gli ingredienti sono selezionati e cotti a vapore. Con la pancia piena, la mia, dove ci siamo diretti?

Autostrada Torino-Piacenza, uscita Santena; dopo aver superato Poirino e Pralormo, siamo arrivati a Montà, la porta del Roero. Un territorio meno blasonato delle vicine Langhe ma ugualmente affascinante negli aspetti più selvaggi ed aspri.

Da piazza Vittorio Veneto, la piazza centrale del borgo, abbiamo proseguito in via Cavour e all’imbocco con via Placido Mossello seguito le indicazioni per il “sentiero dell’apicoltura“.

Il sentiero è un anello ed è impossibile perdersi; in tutta tranquillità e al mio passo (lento quindi) ci vogliono circa due orette. Tra vari sali e scendi, distese di vigneti dei vini DOCG, Roero e Roero Arneis, mi sono davvero divertito e respirato aria buona… sempre in totale libertà!

Sul sito www.ecomuseodellerocche.it trovate tutti i sentieri – molteplici e vari nella durata e difficoltà – una descrizione di tutti i comuni del Roero oltre ad informazioni su cosa fare, dove mangiare e sui vari eventi.

A Montà, per chi volesse fermarsi una o più notti, suggerisco l’albergo “Casa Americani” dove noi, ovviamente, siamo i benvenuti.

#pixinviaggio vi saluta e vi da appuntamento alla prossima gita!

5 LAGHI IN UNA SOLA GITA

Pixi preparati, andiamo in gita”.
“Dove?” risposi. “Non ti preoccupare, oggi abbandoniamo i marciapiedi, seppur ti piacciano tanto visto che il tuo tartufo impazzisce, e i soliti giardinetti”.
Detto fatto. Il mio zainetto era già pronto con all’interno la borraccia dell’acqua (sempre meglio portarla) i miei documenti, un telo e qualche snack!
Direzione? Autostrada Torino-Aosta, uscita Ivrea.
Dalla cittadina conosciuta per l’Olivetti nel cuore del Canavese (la mia padroncina mi ha raccontato della bravura e sensibilità del patron Alessandro Olivetti), abbiamo seguito le indicazioni per il lago Sirio e poi per la trattoria Il Vecchio Cipresso.
A 100 metri prima, sulla destra, abbiamo trovato dei cartelli con indicati i vari percorsi che si possono effettuare alla scoperta dei Cinque Laghi della Serra d’Ivrea (Sirio, Pistono, Nero, di Campagna, San Michele) sparsi su di un’area di circa 10 Kmq.

Da qui è iniziata la mia passeggiata in piena libertà, senza guinzaglio e senza pericoli.

Tra vecchie mulattiere che si insinuano in mezzo ai boschi, vecchi pontili dai quali ammirare i laghi e la natura incontaminata che li circonda, abbiamo camminato per circa 2 ore; lungo il percorso abbiamo inoltre percorso dei tratti della Via Francigena conosciuta come la Via Francigena di Sigerico: nel corso dei secoli, ha rappresentato fin dall’alto medioevo, l’itinerario seguito dai pellegrini dell’Europa del centro-nord, per raggiungere Roma, sede del Papato e cuore della Cristianità; quella che oggi si conosce come Via Francigena è l’itinerario di 1600 km. (80 tappe) percorso in 79 giorni dall’Arcivescovo Sigerico nell’anno 990 per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV. Sigerico, su invito del Pontefice, annotò tutte le tappe, una per giorno, che lo riportavano in Gran Bretagna attraverso l’Europa.
Un vero e proprio eroe, non credete? E aveva solo due zampe… 🙂

I laghi, tutti di straordinaria bellezza, sono immersi in una folta vegetazione tra la quale vive e sopravvive una ricca e variegata fauna… le anatre mi sono piaciute tantissimo tanto che mi stavo buttando nell’acqua ma la mia padroncina mi ha prontamente bloccato e messo il guinzaglio; è stata più veloce di me! Il lago Sirio è di sicuro il più rinomato grazie anche alle Terre Ballerine, una torbiera il cui terreno è elastico al punto da ondeggiare sotto i vostri passi, ma anche quelli minori hanno fascino da vendere.

Questa è una gita che vi consiglio vivamente! Si divertiranno e respireranno aria buona anche i vostri padroncini che troveranno inoltre trattorie carine dove pranzare MAocchio ai moscerini, zanzare ecc… essendo zone umide e paludose dobbiamo essere super protetti!

ottobre: 2018
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